Quali sono i BONUS per ristrutturare CASA nel 2026? GUIDA COMPLETA
- Davide Calabrò

- 20 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Il 2026 è l’anno della verità per l’edilizia italiana. Siamo entrati ufficialmente nell'era post-Superbonus, un periodo in cui non basta più "inseguire il regalo dello Stato", ma serve una strategia millimetrica per non sprecare soldi. Se stai pensando di ristrutturare casa, cambiare caldaia o efficientare il tuo capannone industriale, preparati: le regole del gioco sono cambiate, le maglie tecniche si sono strette e i bonus sono diventati strumenti di precisione chirurgica.
In questo articolo esploreremo la "nuova gerarchia" degli incentivi, analizzando perché il 2026 premia chi progetta e punisce chi improvvisa. Prendi carta e penna: ecco tutto quello che devi sapere.
1. Il Bonus Casa: Prima Casa al 50% e il "Taglio" alle Seconde Case

Il cosiddetto "Bonus Ristrutturazioni" (art. 16-bis del TUIR) rimane il nonno di tutti gli incentivi, ma per il 2026 si presenta con una veste duale. La novità sostanziale, introdotta con le ultime manovre, è la distinzione netta basata sulla tipologia di immobile.
Le Nuove Aliquote 2026
Abitazione Principale (Prima Casa): La detrazione resta fissata al 50%. Se ristrutturi la casa in cui vivi e risiedi, lo Stato ti riconosce metà della spesa.
Seconde Case e altri immobili: Qui arriva la prima batosta. Per le seconde case, gli immobili locati o a disposizione, l'aliquota scende al 36%.
Il Massimale: Per entrambi i casi, il limite di spesa è di 96.000€ per singola unità immobiliare, comprese le pertinenze (box, cantine).
La Trappola della Capienza IRPEF e il "Quoziente" 2026
Non basta avere le fatture. Nel 2026, la detrazione fiscale è una sfida di bilancio personale. Come spiegato nel video, la detrazione viene restituita in 10 quote annuali. Se spendi 96.000€ sulla prima casa, avresti diritto a 4.800€ di sconto tasse ogni anno. Ma attenzione:
Devi pagare abbastanza tasse: Se la tua IRPEF netta è inferiore a 4.800€, la parte eccedente la perdi per sempre. Non c’è più lo sconto in fattura né la cessione del credito per questi interventi.
I Nuovi Limiti per Redditi Alti: Una novità fondamentale del 2026 riguarda chi guadagna bene. Se il tuo reddito supera i 75.000€, il totale delle detrazioni che puoi richiedere (sommando ristrutturazione, interessi mutuo, figli a carico, ecc.) è limitato a un tetto massimo (es. 14.000€ o 8.000€ per chi supera i 100k), modulato in base al numero di figli. Questo significa che anche se avresti diritto a 10.000€ di bonus ristrutturazione, potresti vedertelo tagliato per legge.
2. Ecobonus 2026 e il Nuovo Decreto Requisiti Minimi
L'Ecobonus (per l'efficientamento energetico) segue lo stesso schema di aliquote del Bonus Casa (50% prima casa / 36% seconda casa), ma si porta dietro una complessità tecnica molto superiore.
Perché il termotecnico è il tuo miglior alleato
Non puoi più affidarti al "geometra tuttofare". Con l’aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi a fine 2025, i parametri per ottenere l'Ecobonus si sono fatti severissimi. Trasmittanze dei serramenti, calcolo dei ponti termici e verifica degli impianti richiedono un’asseverazione tecnica
dettagliata (pratica ENEA).
Il segreto della "Riqualificazione Globale"
Esiste una sottocategoria dell'Ecobonus che può salvarti il budget: la Riqualificazione Energetica Globale. Qui il limite non è sulla spesa, ma sulla detrazione massima di 100.000€. Strategia pratica: Se hai una ristrutturazione pesante, un bravo progettista può "spostare" gli interventi energetici (cappotto, isolamento tetto, nuova pompa di calore) sotto l'Ecobonus, lasciando i 96.000€ del Bonus Casa liberi per coprire murature, pavimenti, impianti elettrici e bagni. In questo modo, il tuo potenziale di recupero fiscale raddoppia letteralmente.
3. Conto Termico 3.0: Liquidità Immediata per i Privati

Se le detrazioni in 10 anni ti spaventano o se sei in regime forfettario (e quindi non paghi IRPEF ma un'imposta sostitutiva), il Conto Termico 3.0 è la tua soluzione. Non è una detrazione, ma un rimborso diretto sul tuo IBAN da parte del GSE.
Le Novità del 2026: La Rata Unica a 15.000€
A differenza del passato, il Conto Termico 3.0 è molto più generoso nei tempi di erogazione. Se il tuo incentivo calcolato è inferiore o uguale a 15.000€, il GSE ti paga in un’unica soluzione entro pochi mesi dalla fine lavori. È quasi come riavere i soldi in contanti mentre il cantiere è ancora fresco.
Il meccanismo del "Gettone" e il limite del 65%
Il Conto Termico non ti dà una percentuale fissa sulla fattura. Ti dà un "gettone" calcolato sulla base di quanta energia rinnovabile produrrai.
Zona Climatica: Più abiti in zone fredde, più il gettone è alto.
Efficienza: Più la pompa di calore è performante (alto SCOP), più il gettone cresce. Tuttavia, esiste un tetto: l'incentivo non può mai superare il 65% della spesa sostenuta. Se il tuo gettone sarebbe di 9.000€ ma spendi solo 10.000€ per una macchina economica, ne prenderai solo 6.500€. Ecco perché è fondamentale bilanciare la qualità della macchina con il costo dell'installazione.
Mandato all'incasso: Lo "Sconto in Fattura" indiretto
Sebbene lo sconto in fattura classico sia sparito, con il Conto Termico 3.0 puoi ancora utilizzare il mandato all'incasso. Puoi delegare l'azienda installatrice a ricevere direttamente l'incentivo dal GSE. In questo modo, tu paghi solo la differenza (es. su 20k di spesa, se l'incentivo è 8k, tu tiri fuori subito solo 12k). È uno strumento finanziario potentissimo per non prosciugare il conto corrente.
4. Per le Imprese: Iperammortamento al 180% e "Linea Green"
Se sei il titolare di un'azienda, di un ufficio (A/10) o di un capannone, il 2026 ha eliminato le complessità della Transizione 5.0 per tornare a uno strumento più solido: l'Iperammortamento.

Come funziona il moltiplicatore
L'agevolazione consiste nel poter dedurre fiscalmente una quota superiore al costo reale del bene.
Aliquota Base: 180% per beni 4.0 e impianti di autoproduzione energetica.
Linea Green Potenziata: Se l'investimento garantisce una riduzione dei consumi energetici del sito produttivo di almeno il 3% (o del 5% sul processo interessato), la maggiorazione può arrivare fino al 220%.
Esempio concreto (IRES 24%): Investi 100.000€ in un impianto fotovoltaico industriale con accumulo.
Con l'ammortamento normale, risparmieresti 24.000€ di tasse nel tempo.
Con l'Iperammortamento al 180%, lo Stato considera come se avessi speso 180.000€. Il tuo risparmio fiscale sale a 43.200€. In pratica, recuperi quasi la metà dell'investimento solo in tasse non pagate, senza contare l'abbattimento della bolletta elettrica aziendale che, per un'attività produttiva, è il vero margine di profitto.
5. La Strategia Vincente: Il Progetto prima del Bonus

Il messaggio più importante che deve passarti è questo: il bonus è al servizio del progetto, non viceversa. Non inseguire il sogno del "tutto gratis". Il 2026 è pieno di aziende che usano il Conto Termico o il Bonus Casa come specchietto per le allodole per venderti prodotti che non ti servono. Ti propongono pompe di calore sovradimensionate per alzare il gettone dell'incentivo, ma una macchina troppo potente in una casa non isolata consumerà il triplo, farà rumore e si romperà in 5 anni a causa dei continui cicli on-off.
La sequenza logica del risparmio
Conoscenza: Devi sapere quali sono i numeri della tua casa. Quanta energia disperde? Qual è il fabbisogno termico?
Strategia Finanziaria: In base al tuo reddito (capienza IRPEF) e alla tua liquidità, scegli se andare di Detrazione (10 anni) o Conto Termico (Cash subito).
Integrazione dei Bonus: Sapevi che puoi usare il Bonus Casa per il tetto, l'Ecobonus per i serramenti e il Conto Termico per la pompa di calore? Sono cumulabili se usati su interventi diversi.
Benefici Collaterali: Un progetto di efficienza energetica ben fatto ti apre le porte ai Mutui Green. Risparmiare lo 0,50% di spread su un mutuo trentennale significa risparmiare decine di migliaia di euro. Questo è il vero "Superbonus" che nessuno ti racconta.
Conclusioni: Perché non puoi più aspettare
Le aliquote che abbiamo visto per il 2026 (50% e 36%) sono destinate a scendere ulteriormente. La normativa ha già previsto un decalage per il 2027, dove la prima casa passerà al 36% e la seconda al 30%. Il 2026 è dunque l'ultimo anno per agganciare le percentuali più alte della "nuova era".
Ristrutturare ed efficientare oggi non è un costo, è una difesa del tuo patrimonio. Una casa in Classe G nel 2026 vale molto meno di quanto valeva tre anni fa; una casa in Classe A, dotata di fotovoltaico e pompa di calore progettata su misura, è un assegno circolare per il futuro.
Non farti sommergere dalle pubblicità su Instagram o Facebook. Non guardare il dito (il bonus), guarda la luna (il risultato energetico). Se hai bisogno di una guida tecnica e strategica, il nostro studio Protocollo Casa Zero è a tua disposizione per trasformare questi incentivi in un risparmio reale, concreto e duraturo.
Ti è piaciuto questo approfondimento? Lascia un commento se hai dubbi sulla tua specifica situazione fiscale o se vuoi sapere come calcolare il gettone del Conto Termico per la tua zona climatica. E non dimenticare: la miglior ristrutturazione inizia sempre da un foglio bianco e una buona strategia.
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