CESSIONE DEL CREDITO vs SCONTO IN FATTURA. Cosa scegliere con L'ECOBONUS 110?



Dopo aver descritto nei precedenti articoli e video tutto ciò che riguardava la normativa, la burocrazia e la progettazione legata al 110%, adesso è giunto il momento di iniziare insieme un percorso in cui vi porto un confronto tra aziende, banche e assicurazioni che acquisiscono credito.

Ti piacerebbe vedere i risparmi di una vita in fumo?

Vuoi spendere tutti i tuoi soldi senza recuperare neanche 1 euro per pagarti quantomeno un caffè?

Allora quello che cerchi è il classico venditore travestito da consulente.

Con il “tuttogratis” dell’Ecobonus, è diventato facilissimo per queste persone riuscire a portare a casa contratti firmati:

“Ma sì firmiamo tanto non spendo nulla”

Non è proprio così e per questo dovete fare molta attenzione a chi ti busserà alla porta.

Vuoi capire come recuperare il tuo investimento?

Allora prenditi qualche minuto per leggerti questo articolo.

Detrazione, sconto in fattura e cessione del credito sono le tre modalità alternative con cui, grazie all’articolo 121 del Dl Rilancio 34/20, si può usufruire del Superbonus.

Sono tre strade tutte praticabili ma ciascuna con le sue peculiarità e i suoi punti critici: conoscerli è dunque il modo migliore per sfruttare al meglio la grande opportunità presente sul mercato.

Nel primo caso, infatti, serve una regia attenta su tutte le fasi del processo, dalla verifica dei prerequisiti al monitoraggio dell’intero iter dei lavori per evitare di incorrere in errori che pregiudicano l’accesso al credito. Nelle altre due fattispecie è meglio affidarsi a soggetti qualificati e specializzati che hanno dimestichezza con questo nuovo ambito di attività.

Ma veniamo al succo del discorso:

Cessione o Sconto in Fattura?

Qual è la scelta più azzeccata e soprattutto quali sono le differenze fra l’una e l’altro?

Lo sconto in fattura

Partiamo dallo sconto in fattura con cui il contribuente fruisce del credito d’imposta attraverso una decurtazione dell’importo della fattura da pagare al fornitore appunto sotto forma di sconto.

A quanto può arrivare lo sconto?

Fino al 100% dell’ammontare da corrispondere, per cui il 10% di maggiorazione sulla parte scontata spetta al fornitore.

L’opzione dello sconto è quello proposto dalle imprese nei confronti dei clienti o condomini in qualità di general contractor le quali possono anche avvalersi di partner finanziari per la successiva cessione del credito oppure di partner come le aziende del settore energia. Quest’ultime possono affiancare i clienti e le imprese anche nella fornitura di altri servizi di consulenza finalizzati all’analisi e alla verifica della completezza e congruità tecnica e/o fiscale per la corretta realizzazione dei lavori e delle pratiche connesse alle operazioni.

In questo modo, supportano il cliente o l’amministratore di condominio nelle varie fasi del processo garantendo l’assistenza anche sul trasferimento del credito d'imposta maturato dal cassetto fiscale del cliente. In questo modello inoltre alcune aziende o imprese offrono, incluse nelle loro prestazioni, anche coperture assicurative in caso di controlli o evidenze da parte degli enti preposti in ambito fiscale.

Veniamo ora all’altra opzione.

La cessione del credito

Con il meccanismo della cessione del credito, il contribuente paga la fattura al fornitore ma poi “trasforma” la detrazione in credito cedendola a un terzo, che può essere anche un intermediario finanziario, un’assicurazione o una banca. Scegliere questa strada comporta ovviamente un impegno economico pari all’attualizzazione imposta dall’acquirente. Inoltre, vanno considerate le spese del visto di conformità e dell’asseverazione tecnica, i cui oneri sono comunque detraibili (e, come tali, possono rientrare nel complessivo importo oggetto di cessione).

In altre parole, il beneficiario del Superbonus può optare per il trasferimento del credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata, senza la necessità di dover recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi, a compensazione delle imposte da pagare nell’arco dei cinque anni successivi, al netto dei margini trattenuti dall’istituto.

Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori (SAL), che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

Alcune banche, per esempio, arrivano a offrire 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in cinque anni (il che significa il 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato). Il consiglio, in ogni caso, è quello di affidarsi a banche che non offrano soltanto la possibilità di cedere il credito ma mettano a disposizione del contribuente una serie di servizi che lo accompagnino nei lavori di ristrutturazione.

Ora che ti ho spiegato esattamente ogni singolo passaggio della parte economica relativa al Superbonus 110%, se sei intenzionato ad avventurarti nella giungla dell’Ecobonus ti consiglio di prestare molta attenzione.

L’azienda, i professionisti a cui ti rivolgerai devono essere preparati, devono conoscere le informazioni che io ti sto dando, devono conoscere le normative e, soprattutto, devono mettere al centro del progetto il cliente e non il prodotto.

Chi parte dalle tue esigenze, chi si relaziona con te, quella è la persona, il professionista GIUSTO a cui affidare il tuo futuro, la tua abitazione.

Non rischiare di rovinare tutto, non rischiare di perdere questa grande occasione.

Se sei arrivato fino a questo punto della descrizione, vuol dire che sei seriamente interessato ad approfondire gli argomenti legati al mondo degli impianti ad energia rinnovabili.

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