BATTERIA DI ACCUMULO: 3 DETTAGLI TECNICI PER SCEGLIERE QUELLA GIUSTA

Aggiornamento: 9 giu





Tesla, Huawei, LG, Sonnen, SolarEdge, sono solo alcune delle decine di batterie presenti sul mercato che ogni giorno vengono vendute ed installate grazie al Superbonus e grazie ai bonus ordinari.

Ma leggi qua…

Nel 70% dei casi il sistema di accumulo installato non funziona a dovere, non è adeguato alle caratteristiche dell'impianto fotovoltaico risulta quindi essere un cattivo investimento, poco redditizio.

Parliamoci chiaro, la batteria ha il solo scopo di generare risparmi in abbinamento all'impianto fotovoltaico ma spesso non viene sfruttata adeguatamente proprio perché i prodotti proposti hanno caratteristiche inadatte.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere una batteria per essere efficiente? Su quali aspetti ci si deve concentrare nella scelta del sistema di accumulo per evitare di buttare soldi?

Scopriamolo insieme all’interno di questo articolo.

Sfruttare il Superbonus in maniera intelligente significa investire in maniera avveduta i propri soldi ( o i soldi dello stato a voler essere precisi).

Se vogliamo provare a suddividere i prodotti legati al mondo del Superbonus abbiamo quelli sull'involucro (cappotto e serramenti), quelli sull'impianto termico (cambio caldaia e rinnovo impianto) e quelli legati al mondo del fotovoltaico: impianto, accumulo e colonnina.



Tra questi uno dei prodotti più importanti ma anche più sottovalutato è sicuramente l'accumulo. Dopotutto è gratis, perché investire tempo e risorse in questo prodotto "accessorio"?

Beh, a dirla tutta non è proprio un elemento accessorio, anzi!

Se per serramenti, cappotto la manutenzione è pressoché nulla, per pannelli e batteria occorre prestare attenzione ad alcune caratteristiche fondamentali tra cui, la più importante, il deterioramento ed il calo di resa negli anni.

Le batterie di accumulo infatti sono, in un cantiere Superbonus, il prodotto che subisce un calo importante delle caratteristiche tecniche.

Proprio perché sono prodotti "delicati", all'interno di questo video vedrò di spiegarti quali sono i 3 aspetti tecnici più importanti da prendere in considerazione quando si sceglie una batteria di accumulo da abbinare al proprio impianto fotovoltaico.

1. LA CAPACITÀ

Compito della batteria è quello, per definizione, di accumulare l'energia in eccesso prodotta dall'impianto fotovoltaico durante le ore diurne così da utilizzarla appena l'impianto non è più in grado di produrre sufficiente energia da alimentare i carichi domestici.

L'impianto produce energia elettrica gratuita, che passa in casa, alimenta gli elettrodomestici come frigorifero, lavatrice e pompa di calore, e poi viene immessa in rete.

La batteria di accumulo permette appunto di recuperare quest'energia in eccesso che altrimenti verrebbe praticamente regalata allo stato e sfruttarla di notte, evitando di prelevare a pagamento ulteriore energia.

In una Casa Zerø Gas, totalmente elettrica, la batteria risulta quindi fondamentale perché, come spiegato e documentato in diversi video sul canale, la produttività invernale di un impianto non è in grado di sopperire e soddisfare gli assorbimenti elettrici di una pompa di calore.

Se per il dimensionamento di un impianto fotovoltaico gli unici vincoli sono:

- lo spazio sul tetto

- il budget a disposizione

- la tipologia di impianto (monofase o trifase)

per la batteria il dimensionamento è fondamentale.

Maggiore è la capacità della batteria, maggiore è il massimale di spesa incentivato e maggiore sono i risparmi "collaterali" generati dall'impianto fotovoltaico.

Per un corretto dimensionamento consiglio solitamente di dimensionare l'impianto 2 volte la potenza dell'impianto fotovoltaico.

Hai un Impianto da 5 kW? Allora l’idea è di optare per una batteria da 10 kWh.

Impianto da 10 kW? Batteria da 20 kWh

E così via...

Questo perché durante il periodo invernale, momento in cui il fabbisogno elettrico è al massimo, 1 kW di impianto fotovoltaico produce circa 3 kWh di energia.

Se mediamente 1/3 di questa energia viene assorbito in autoconsumo da parte degli elettrodomestici, 2/3 vengono immessi in rete. Da lì la necessità di avere un accumulo grande 2 volte l'impianto.

In primavera e d'estate l'impianto produce ben di più ma gli assorbimenti non crescono di conseguenza.

Vuoi fare l'accumulo gigante?

Libero di farlo, ma visto che sono soldi della comunità e visto che già in tanti lo sfruttano male con impianti che alla fine della fiera non fanno risparmiare (ibrida) tanto vale concentrarsi su avere poco ma buono, o meglio, investire i capitali in maniera più intelligente, magari con pannelli di garanzia migliore o pompe di calore più performanti.

Tutto fatto? Ovviamente no...anzi!

La capacità è solo un numero, la regola per dimensionare la batteria è facile e veloce, te l'ho appena dimostrato. I prossimi due parametri invece sono più tecnici e sono assai più importanti, materia per chi vuole davvero capire come trovare il prodotto giusto che funzioni al meglio.

No, non è scontato, adesso ti spiego il perché.

2. POTENZA DI CARICA E SCARICA

Sembra strano, ma la batteria si deve caricare e si deve scaricare e per farlo, ha un collo di bottiglia, un vincolo, ossia la potenza prevista e gestita dall'inverter.

Se ho l'impianto che immette in rete 5 kW ma la batteria carica solo 2.5 kW, sto comunque sprecando energia perché il 50% di essa viene immessa e non viene accumulata in ogni caso.

Finché ho la batteria carica nessun problema, ma se ho la batteria scarica e poche ore a disposizione in cui l'impianto produce (d'inverno) perdere energia significa perdere soldi.

E così capita di ricevere mail di persone che hanno 10 kW di fotovoltaico, 20 kWh di batterie (quindi con un dimensionamento corretto) ma con un inverter che gestisce solo una carica di 2.5 kW.

La potenza di carica/scarica influenza anche di riflesso il tempo che impiega la batteria a caricarsi.

Se devo caricare 20 kWh con 2.5 kW di potenza ci impiego 8 ore. Se invece di 2.5 kW ho una carica a 5 kW, impiego la metà del tempo. Spendi quindi soldi per una batteria enorme, ma forse non riesci a caricarla, non perché l'impianto non produce a sufficienza, ma perché l'inverter è semplicemente troppo lento.

Questo spesso capita con i prodotti "assemblati" quindi quelli dove ho un inverter dedicato a cui vengono abbinati moduli di batterie la cui configurazione spesso gode di questo limite strutturale.

La potenza di carica/scarica è una caratteristica fondamentale anche per sfruttare adeguatamente la batteria durante i momenti di massima richiesta.

Siamo d'inverno, sono le 20 e la casa è tutta in fermento: le piastre ad induzione stanno lavorando a 2 kW, la pompa di calore sta spingendo il riscaldamento assorbendo altri 2 kW, frigo, TV, luci ed elettrodomestici vari ti portano via ancora 1 kW e chi lo sa, forse hai l'auto elettrica in carica, ma togliamola dall'equazione per il momento.

Il Fotovoltaico ovviamente a queste condizioni non produce, hai la batteria carica ma non è detto che tu sia "momentaneamente indipendente" proprio perché se casa tua assorbe 5 kW e la batteria ne eroga solo 2.5, significa che il 50% dell'energia la stai comunque prelevando e pagando dalla rete.

Capisci il paradosso?

Batteria carica ma comunque compri perché non hai prestato attenzione ad un aspetto fondamentale o, cosa più probabile, chi ti ha proposto il prodotto ti ha dato il sistema più economico, dove può guadagnare di più e non ti ha dato alcuna informazione in merito.

Ah, molto probabilmente forse non sa nemmeno lui queste cose.

Legata alla potenza di carica/scarica ci sarebbe da aprire la parentesi del discorso trifase/monofase perché alcune batterie, per esempio, non possono essere messe 2 batterie tesla sullo stesso impianto monofase perché le due potenze di erogazione si sommano (5+5=10) raggiungendo potenze che necessitano del trifase ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Adesso passiamo al terzo parametro da considerare quando si sceglie la propria batteria di accumulo: la tipologia di batteria

3. TIPOLOGIA DI ACCUMULO

Ti avviso, questo terzo parametro è il più "generale" tra i tre presentati perché racchiude tanti aspetti che è bene prendere in considerazione ma che sono secondari rispetto ai primi due appena descritti.

Una prima divisione di tecnologia dell'accumulo ce l'abbiamo sul lato su cui viene montata: AC-alternata o DC-continua.


Piccolo recap fondamentale:

- i pannelli producono energia elettrica in corrente continua

- l'inverter dell'impianto ha il compito di trasformare l'energia prodotta da continua ad alternata, secondo i parametri della normativa che definiscono la rete elettrica, quindi 230 V, 50/60 Hz per gli impianti monofase.

- Questa conversazione ha un'efficienza, quindi abbiamo una percentuale più o meno piccola di dispersione, di energia che viene "persa", nel nostro esempio ipotizziamo un'efficienza del 98%

- le batterie di accumulo si caricano in corrente continua, non in alternata.

Tutto chiaro? Bene...

Se la batteria è sul lato DC, quindi della corrente continua, l'inverter avrà solamente il compito di convertire l'energia realmente prodotta ed utilizzata, dirottando - senza conversioni - l'energia continua dell'impianto direttamente in batteria.

Esempi di questa tipologia di impianto c'è l'abbiamo con le batterie LG RESU 7/10/16H e la Energy Bank da 10 kWh della Solaredge.

Se invece la batteria è sul lato AC, abbiamo 3 volte più conversioni da parte dell’inverter:

- una prima del 98% da impianto a rete

- una seconda da AC a DC per caricare, portando l'efficienza a 96%

- una terza conversione da DC ad AC per la scarica, quindi con un efficienza globale del 94% (ipottizzando l'efficienza dell'inverter costante al 98% e senza considerare le dispersioni del processo carica/scarica, presente sia in un caso che nell'altro

Questa strategia, utilizzata dalla maggior parte degli accumuli e anche dalla Tesla, comporta quindi una perdita del 4% rispetto all'altra.

Ora è bene far presente che il bivio tra queste due tecnologie ce l'abbiamo principalmente quando si realizza l'impianto fotovoltaico e si decide contestualmente di installare la batteria di accumulo perché le tecnologie che lavorano sul lato AC sono le più utilizzate in caso di retrofit, ossia di installazione di batterie su impianti già esistenti, perché non vanno a modificare in maniera sostanziale l'impianto fotovoltaico.

Ne consegue che si possono abbinare anche su impianti incentivati la cui modifica in corsa è sicuramente più complessa a livello burocratico e normativo.

Si può notare però che un prodotto leader di mercato come la Tesla powerwall utilizza questa tecnologia, quindi questo aspetto non è l'unica cosa che conta.

Esempio?

Tesla integra nel software di gestione un sistema di intelligenza artificiale che, sulla base delle vostre abitudini, impara a gestire al meglio il flusso dell'energia su quando e quanto scaricare per ottimizzare i risparmi.

Quindi no, il lato AC/DC non è tutto.

Altro aspetto da considerare, quando si parla di tipologia di batteria è la composizione chimica all'interno dell'accumulo.

Che sia Li-Fe-P, ioni di litio puro, al sale, ecc ogni azienda ha il suo brevetto, la sua strategia.

Cosa dobbiamo guardare? Quale scegliere?

Semplice: ogni azienda investe milioni di euro in studi ed in brevetti con il semplice scopo di trovare l'equilibrio migliore tra costi, efficienza e garanzia. Questo è uno degli aspetti più importanti quando si parla di batterie di accumulo: garanzie sulla durata e sull'efficacia della capacità dell'accumulo.

La garanzia risulta quindi essere un parametro collaterale alla "tecnologia" utilizzata.

Parlando di garanzie mi sembra doveroso accennare brevemente al discorso Superbonus 110 e costi di sostituzione.

La batteria è l'oggetto che tra tutti gli interventi Superbonus 110 ha sicuramente il grado di deterioramento maggiore.

Tuttavia, anche se non può sembrare, non bisogna farsi spaventare o fasciarsi la testa con il classico

"eeh ma quanto costa sostituirla/ripararla?"

La batteria è un accessorio che, come abbiamo detto, serve per sfruttare meglio l'impianto fotovoltaico e generare dei risparmi in casa.

Se non c'è, vivi comunque!

Tolto che tra 10 anni, il 70% dei benefici rimangono, anche dovesse rompersi non è detto che dovrà essere necessario sostituirla, perché tra 5,10 o 15 anni il mondo potrebbe essere totalmente diverso.

Potrebbe, come no ed è per questo è fondamentale sfruttare bene oggi gli incentivi e scegliere oggi il prodotto migliore.

Bene, direi che su questo argomento è davvero tutto.

Come sottolineato anche con questo prodotto c’è il rischio, se non ci si rivolge a professionisti seri e preparati di avere la batteria carica al 100% ma dover comunque sborsare soldi per poter sostenere il fabbisogno energetico.

Capisci che non ha senso?

Investire migliaia di euro per una batteria che alla fine dei giochi non funziona come dovrebbe…

Di famiglie in giro che hanno questi problemi ne ho incontrare parecchie, purtroppo la fregatura è sempre dietro l’angolo.

Come puoi evitare di commettere errori?

Semplice, rivolgendoti da subito a persone qualificate, a persone preparate e che mettono il cliente al centro del progetto e non il proprio tornaconto personale.

A tal proposito esiste sul nostro sito un videocorso totalmente gratuito dedicato al fotovoltaico dove potrai apprendere in maniera del tutto GRATUITA e senza chiedere nulla a nessuno come muoverti per quanto riguarda questi impianti.

Se poi avrai bisogno di un ulteriore supporto, noi della Soluzioni Green ovviamente saremo a tua disposizione e ti guideremo nella scelta dei prodotti più GIUSTI per casa tua.

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