3 ERRORI da non fare con la POMPA DI CALORE -#223



Oggi, ti illustro i TRE ERRORI che non devi assolutamente commettere quando si parla di una pompa di calore.

Sbagliare è facilissimo sai?

A te piace sbagliare?

A me no, però ovviamente c’è la gente che ama tirarsi la mazza sui piedi.

Qui però parliamo anche della tua famiglia, di chi magari vive con te, persone con cui condividi la tua giornata.

Rischieresti di stare al freddo per tutto l’inverno, perché con la pompa di calore succede esattamente questo.

Ed ecco sopraggiungere affreddori, tosse e in un periodo come questo direi che non sono proprio il massimo.

Allora, se vuoi evitare di sbagliare, prenditi qualche minuto per leggere questo articolo.

Il cliente in questione ha deciso di installare tramite il suo idraulico di fiducia una centrale termica Samsung.

Nonostante il freddo presente in queste zone, la pompa di calore è comunque efficiente e non dà problemi a livello di temperature quanto piuttosto a livello di consumi ed efficienza.

Per questo sono qui per illustrarti i TRE ERRORI che non devi assolutamente commettere quando si parla di una pompa di calore:

1. SCALDARE DI PIÙ PER MISCELARE DOPO

La pompa di calore che ci troviamo davanti è settata sui 45 gradi e possiede solo due tubi di mandata e ritorno.

Cosa significa questo?

Che il cliente, con 45 gradi si sta occupando sia dell’acqua calda sanitaria che del riscaldamento per una casa con riscaldamento a pavimento su tre piani, ognuno di circa 60 metri quadri.

È presente infatti un accumulo con tutte le relative serpentine che viene riscaldato dall’impianto a 45 gradi, una serpentina istantanea per l’acqua calda sanitaria e poi mandata e ritorno dell’impianto di riscaldamento che è gestito dal circolatori isolato comandato da tre valvole di zona una per ogni piano.

Qual è la causa dei consumi elevati della pompa di calore?

Il SET POINT a 45 gradi.

Avendo un unico accumulo comandato da un’unica sonda viene sempre settato tutto a 45 gradi e la pompa di calore tiene in temperatura l’accumulo di 800 litri per far sì che lo scambiatore istantaneo e la serpentina scaldino l’acqua a 40-45 gradi.

L’impianto di riscaldamento è però gestito da una valvola miscelatrice settata a punto fisso che prende l’acqua calda a 45 gradi, la miscela con il ritorno (intorno ai 30 gradi in questo momento) e la rispedisce su sui 35 gradi.

Prendo questo come esempio per dirvi una cosa molto IMPORTANTE:

Se con le caldaie a gas può avere senso scaldare a 45 gradi e poi miscelare con l’impianto a pavimento perché l’efficienza non diminuisce in maniera significativa, con la pompa di calore il salto è importante.

Ogni grado di temperatura, mediamente fa diminuire il COP diminuisce del 3% e in questo caso, essendo un salto di 10 gradi stiamo parlando di una DIMINUZIONE del 30%.

Qual è l’alternativa?

Posizionare una valvola tre vie che a seconda del setpoint possa comandare la pompa di calore su due temperature diverse.

2. AVERE UN ACCUMULO TROPPO GRANDE

Il secondo problema per la pompa di calore può essere l’accumulo troppo grande.

In questo caso stiamo parlando di 800 litri di accumulo che su una pompa di calore possono essere esagerati, anche perché in questo caso non abbiamo neanche l’impianto fotovoltaico.

Stiamo parlando di una Casa Zerø gas senza fotovoltaico, quindi in questo caso non ha senso installare un accumulo di questo tipo se poi non ho modo di sfruttarlo a dovere.

Il cliente infatti lamenta un utilizzo importante che comporta disagi acustici ed economici perché sappiamo bene che il compressore della pompa di calore (in questo caso una 8 kWh splittata con tubi del gas refrigerante e un’unità esterna molto compatta) quando è in funzione non cammina proprio in punta di piedi, ma tende ad essere decisamente rumoroso.

3. NON GIUDICARE UN PRODOTTO DALLA COPERTINA

L’ultimo errore è giudicare, ed è un po’ un insegnamento che ci viene dato sin da bambini.

Nella vita di tutti i giorni e anche negli impianti e prodotti che ci troviamo davanti agli occhi.

A livello progettuale, ci sono diverse filosofie di pensiero e diverse scelte impiantistiche e dunque non sempre esiste un’unica soluzione.

La cosa più importante, quando si inizia un lavoro è interfacciarsi con il cliente, capire le sue esigenze, i suoi DESIDERI e metterlo al centro del progetto.

Diverse aziende purtroppo mettono al primo posto il guadagno questo modo di ragionare è completamente sbagliato perché dà più spazio al prodotto e toglie indipendenza nelle scelte alla persona.

Non sempre il prodotto migliore, il prodotto più costoso e più efficiente è ciò di cui un cliente ha veramente bisogno.

Per questo dico che non bisogna mai giudicare un prodotto dalla copertina, spesso prodotti meno costosi e magari anche di una qualità inferiore rispetto al top della gamma risultano più adatti, più efficaci, soddisfano meglio le nostre esigenze e sono la soluzione più GIUSTA.

Prima la persona, prima la sua famiglia e tutto ciò che ne consegue. Il resto deve venire sempre dopo.

Se sei arrivato fino a questo punto della descrizione, vuol dire che sei seriamente interessato ad approfondire gli argomenti legati al mondo degli impianti ad energia rinnovabili.

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